Poche passioni sono più forti di quella per la velocità e per le competizioni sportive. Non stupisce, quindi, che lavorare nel Motorsport rappresenti per tantissimi ragazzi e ragazze il coronamento di un sogno. Si tratta infatti del modo ideale per unire interessi personali e futuro professionale.

Il solo amore per le moto non è però sufficiente per farsi strada nel settore del motociclismo da competizione. Oltre a curiosità, flessibilità e dedizione al lavoro, qualità richieste a chi dovrà viaggiare in mezzo mondo per seguire le gare sportive, le competenze necessarie sono molto specializzate. Questa è una regola fondamentale per poter lavorare in un settore in cui innovazione e sviluppo tecnologico sono costanti.

L’universo del Motorsport, affascinante e capace di assicurare tante soddisfazioni personali e lavorative, è una calamita per giovani talenti appassionati di motori. Proprio per questo, e per le conoscenze specialistiche richieste, si tratta di un contesto professionale altamente competitivo.

Per accedervi è quindi essenziale avere alle spalle un percorso di formazione di altissima qualità, che includa conoscenze teoriche e pratiche. Tra le competenze teoriche, dinamica del veicolo, aerodinamica, motore e naturalmente l’elettronica, sempre più centrale nel mondo delle corse. Chiunque voglia far parte di questo mondo deve avere piena padronanza di tutti i principali concetti e strumenti della motocicletta da competizione. Non dimentichiamo poi un’ottima conoscenza della lingua inglese, importante per lavorare in un ambiente internazionale.

sbocchi professionali nel mondo del motorsport

Allo stesso tempo, è essenziale aver maturato anche esperienze di tipo pratico, a contatto con docenti professionisti che mettono a disposizione la propria expertise. E ovviamente mettendo piede nei garage, nei paddock e in pista, insieme ad aziende partner e leader in ambito Motorsport.

I corsi ITS MAKER, grazie al proprio approccio Learning by Doing, sviluppato per unire teoria e pratica e favorire un inserimento presso le aziende, rappresentano la soluzione perfetta.

Corsi per entrare nel mondo del Motorsport

Le posizioni lavorative offerte dal Motorsport

Chi si immagina a lavorare nel mondo del Motorsport, di solito pensa subito alle figure professionali di un racing team. All’interno di questo gruppo, tra i ruoli tecnici più rilevanti, ci sono il Tecnico di team Motorsport e il Tecnico di team sportivi, non a caso tra le figure professionali formate dal nuovo corso ITS MAKER “Sport & Electric Motorcycle”, con sede a Misano (RN) in Emilia-Romagna.

Questi professionisti possono rivestire i ruoli di tecnici di assistenza e sviluppo alla squadra corsa, con competenze polivalenti per intervenire su moto tradizionali-ibride-elettriche.

Nell’ambiente dei circuiti, invece, possono lavorare come tecnici e commissari di paddock, ruoli di responsabilità nelle attività per organizzare eventi sportivi di vario tipo e livello agonistico.

Quello del reparto corse del Motorsport è quindi un ecosistema articolato, che assegna a ciascun membro compiti e funzioni ben definiti, dentro e fuori dai box. In generale quindi, accanto ad abilità specializzate, è consigliato investire nelle cosiddette soft skills, come il problem solving o la capacità di lavorare in squadra.

meccanico di pista

Quanto si guadagna a lavorare nel Motorsport?

Le classifiche degli ingaggi dei piloti MotoGp sono diffuse, ma quali sono gli stipendi di meccanici, telemetristi e di tutti i membri di un team? Anche questa, infatti, è una considerazione importante quando si progetta la propria valutazione di come lavorare nel Motorsport.

Lasciando da parte chi le moto le guida, vediamo quanto guadagna chi su quelle moto lavora ai box e ne legge i dati per definire l’assetto migliore.

Iniziamo dal capotecnico, ruolo fondamentale per la gestione delle operazioni all’interno dei box, che molto spesso si lega in modo speciale al pilota di cui si occupa. Questa figura riceve solitamente un ottimo compenso, che oscilla dai 40.000 ai 130.000 euro annuali.

Vi è poi il telemetrista, un altro ruolo-chiave nel team grazie alla sua capacità di raccogliere e interpretare i dati registrati. Un telemetrista con buona esperienza ad alti livelli può raggiungere uno stipendio tra 35.000 e 80.000 euro all’anno, in base alla squadra che lo assolda.

E infine i meccanici, le persone che concretamente, grazie al proprio lavoro, mettono le moto in pista. Colonna portante di un team, sono quelli che contribuiscono in grado maggiore alla know how tecnica della squadra (ovvero, sono quelli che si sporcano di più le mani). A loro viene spesso riservato un trattamento economico che varia tra i 25.000 e i 70.000 euro. All’interno di questa categoria si possono far rientrare anche i tecnici delle sospensioni, che solitamente vengono pagati anche leggermente di più.

lavoro nel motorsport

Cosa studiare per lavorare nel Motorsport: il corso ITS MAKER

Tra i corsi sul Motorsport più allettanti per ragazzi e ragazze che sognano di lavorare nel Motorsport rientra il nuovo percorso attivato da ITS MAKER “Sport & Electric Motorcycle”. Un corso biennale di specializzazione tecnica post-diploma che ha sede a Misano (RN) presso il Misano World Circuit Marco Simoncelli.

Si tratta in pratica di una sorta di master sul Motorsport, finalizzato a rilasciare un diploma di Tecnico superiore del motociclo endotermico ed elettrico e del Motosport. Questa figura può operare come tecnico di produzione, ufficio tecnico e R&S in imprese industriali produttrici di motocicli o componenti. Allo stesso tempo, può essere un tecnico relativo all’ assistenza post-vendita e nel set-up delle moto, tecnico di teams sportivi, commissario di paddock e circuito.

È infatti incline a trovare diversi tipi di impiego sfruttando una larga formazione tecnica, che include assemblaggio, assistenza, ricerca e sviluppo. È anche in grado di intervenire nelle imprese produttrici, nei reparti corse o nella assistenza ai clienti privati, nella rete commerciale e nella assistenza in circuito.

Come abbiamo già ricordato, per plasmare un ruolo di questo tipo non ci si può limitare alle sole competenze tecniche, ma sono essenziali anche le cosiddette soft skills. Proprio per questo, all’interno del percorso biennale sono stati studiati moduli di competenze trasversali riguardanti team work, comunicazione, organizzazione aziendale. Abilità fondamentali per operare con efficacia nell’ambiente di lavoro e applicare i saperi acquisiti.

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